Alla Nuova Zelanda la seconda partita della Bledisloe Cup

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Dopo un primo tempo equilibrato quattordici minuti di fuoco a inizio ripresa decidono al Bledisloe Cup 2 per la Nuvoa Zelanda.

Rispetto a Wellington, l’Australia soffre la mancanza di precisione in placcaggio e si dimostra meno reattiva in mischia aperta, dove la Nuova Zelanda vince troppi ovali.

Per gli All Blacks decisivi il ritorno di Bauden Barrett all’estremo e l’innesto dal primo minuto di Caleb Clark all’ala. Entrambi hanno messo scompiglio nella difesa australiana grazie alla loro capacità di rompere placcaggi e di creare occasioni in gioco aperto.

Ned Hanigan ripaga la fiducia di Dave Rennie con una buona prestazione, nonostante due errori consecutivi nel primo tempo avrebbero potuto costare care ai wallabies.

O’Connor meno incisivo rispetto a gara uno ha sofferto soprattutto dopo l’uscita dal campo di To’omua che non ha potuto così bilanciare con il gioco al piede l’attacco verdeoro.
Con un attacco mono-dimensionale, i Wallabies non hanno potuto mettere realmente in difficoltà gli All Blacks nella ripresa e hanno terminato la partita con una sola meta a loro favore.

Se comunque si deve trarre una conclusione da queste due partite in Nuova Zelanda è che l’Australia non è più così distante dai cugini All Blacks. Le aree dove i Wallabies devono migliorare sono poche e ben chiare. Gli All Blacks sono stati i soliti marziani solo per quattordici minuti a inizio della ripresa della seconda partita. Quattordici minuti micidiali in cui hanno fatto pagare all’Australia ogni minimo errore, ma solo quattordici su centosessanta.

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