Anche l’AFL pensa all’opzione “reality show”

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Mosse disperate per salvare la stagione AFL

Dopo il rugby league anche l’AFL contempla l’idea di campionato in una località isolata

Ieri abbiamo scritto dell’idea della NRL di riprendere il campionato come una specie di “reality show”, oggi arriva la notizia che anche la lega di football australiano sta pensando alla stessa cosa.

Come riportato oggi da “The Age”, il direttore operativo della AFL Steve Hocking ha ammesso che l’idea potrebbe prendere campo.

Hocking non si è sbottonato sulle probabili località dove le 18 squadre e il loro staff andrebbero in ritiro per disputare le 144 partite che la lega considera il minimo per il campionato.

Steve Hocking durante Collingwood – Western Bulldogs del primo turno 2020

Se le autorità daranno l’ok alla ripresa degli spostamenti intestatali e permettessero così la ripresa del campionato escludendo de facto l’ipotesi “reality show”, Hocking ha dichiarato che l’AFL stat comunque pensando di disputare due partite nello stesso stadio, ovviamente a porte chiuse.

Svincolata dai vincoli dell’afflusso del pubblico, la lega potrebbe scegliere di disputare incontri in stadi in località remote, dove sarebbe più semplice mantenere le squadre in semi-isolamento.

A tal proposito circola un altra ipotesi per la ripresa del campionato e cioè quella di far disputare più partite in alcune località come Darwin o il nord del Queensland in una specie di mini-torneo nel corso di un paio di settimane.

In ogni caso non si parla di una possibile ripresa del campionato fino alla fine di Maggio, visto che le squadre, che hanno giocato una sola partita ufficiale, dovranno riprendere la preparazione, a prescindere dalla località dove sarà loro permesso di farlo.

Lo stadio di Darwin durante l’incontro tra Melbourne e Adelaide del 2019

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