Ashes: la partita più inutile inizia stasera

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Cricket the Oval Ashes

Con la serie sul 3-1 le Ashes sono ormai aggiudicate

L’Australia a pezzi scenderà in campo contro l’Inghilterra solo per onorare la tradizione

Il grosso serbatoio dismesso che fa da sfondo all’oval, sarà ancora più triste mentre gli XI australiani dovranno cercare di vendere cara la propria pelle nell’ultima uscita prima di una rifondazione più che necessaria.
Nello stadio che ha visto l’episodio forse più paradossale della storia del cricket, l’uscita di scena del grandissimo Sir Donal Bradman per una clamorosa papera nel 1948.

Ma se l’imperfezione è a volte il bello del cricket, il 99.94 del Don è più leggendario, proprio perché imperfetto, più umano. Oggi non si vedranno leggende del cricket uscire di scena, ma due giocatori che hanno comunque contribuito alla causa australiana in maniera determinante, Michael Clark e Chris Rogers.

Michael Clarke gli addii meritano il bianco e nero


Il test cricket è uno sport fatto di tradizioni antiche, a volte talmente anacronistiche da essere paradossali, ma lo si ama proprio per questo, per gli abiti bianchi, per la pausa del te, per il salone del Lords, per l’odore di polvere stantia delle vecchie tradizioni britanniche. E quale tradizione sembra la più inutile che quella di continuare a giocare una serie quando oramai il vincitore è già stabilito? Perché non si gioca solo per vincere. Il cricket è di più di una partita di baseball o di calcio, il test cricket è poi un modo per incontrarsi, per scontrarsi, per parlarsi, per avvicinarsi tra due squadre che si vedono per cinque giorni su un campo, dove sono costrette gioco forza a conoscersi, a dialogare, a crescere assieme.
Anche al giorno d’oggi, dove l’opportunità di andare in tour in Inghilterra non è più una cosa fuori dal mondo per un gruppo di fortunati coloni altrettanto bravi con la mazza o la palla rossa che con la tosatura delle pecore o la semina nelle aride pianure del bush australiano.

Chris Rogers, anche lui in bianco e nero oggi

La partita che si inizia stasera è la quintessenza dell’inutilità: Michael Clarke andato, Chris Rogers pronto al ritiro, Josh Hazlewood infortunato, il morale decisamente a pezzi, l’Australia si presenta con nulla da perdere, perché ha già perso tutto. Neppure una vittoria netta e inappellabile contro l’Inghilterra, priva a sua volta di Jimmy Anderson, potrà servire a addolcire la pillola di una delle spedizioni più disastrose della storia delle Ashes.

E poi comunque pioverà e tutto sarà rimandato a domani, perché le tradizioni vogliono anche che in Inghilterra, d’estate, piova sempre

Pioggia all’Oval nel 2013

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