Bernard Foley apre la strada per il Giappone part time

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Bernard Foley potrà giocare in Giappone e in Australia grazie a un accordo rivoluzionario

L’apertura dei Wallabies e dei Waratahs ha firmato un contratto flessibile con la federazione australiana ARU che gli permetterà di giocare in Giappone per due stagioni

L’ARU corre ai ripari e di fronte al previsto esodo di giocatori verso l’estero al termine della Coppa del Mondo 2015, ha deciso di permettere un po’ di elasticità nei propri contratti.
Foley è il primo atleta a beneficiare di tale accordo, ma molto probabilmente non sarà l’utlimo. La base che ha permesso la creazione di questo contratto flessibile è la compatibilità tra il calendario della Top League e quello di Super Rugby e, in misura minore del Rugby Championship e della finestra dei test di fine anno. Un fatto che ha permesso a Nick Cummins, l’amato Honeybadger del rugby austrliano, di tornare ai Western Force per la stagione di Super Rugby 2015.

View image | gettyimages.com| Il piazzato di Foley che è valso il titolo ai Waratahs nel Super Rugby 2014

Il rischio per i giocatori è quello di non avere alcuna pausa per tutto l’anno, rischio che fin ora è stato considerato meno grave, per via del fatto che i contatti nel campionato giapponese sono meno duri rispetto a Super Rugby o ai test internazionali.
Rischio che comunque deve essere tenuto in considerazione onde evitare di bruciare i giocatori migliori e che è alla base del monito dell’allenatore dei Wallabies e dei Waratahs Michael Cheika: “i contratti flessibili vanno presi in considerazioni per circostanze eccezionali”.
Viste le condizioni in cui si trovano sia il rugby australiano e sia quello neozelandese, l’introduzione dei contratti flessibili crea una contromisura all’esodo verso il Giappone, pur lasciando inalterata la situazione rispetto alla tentazione di trasferirsi in Europa.
Una mossa decisamente più istituzionale e migliore della richiesta fatta proprio ieri da Ali Williams ai propri connazionali più giovani di rimanere in Patria per non danneggiare il livello degli All Blacks.

Ci aspettiamo ora una mossa simile da parte della federazione neozelandese, NZRU

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