CA: il dopo Sutherland è Roberts

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Kevin Roberts è il nuovo capo di Cricket Australia

Una scelta che segna un cambio di rotta epocale per lo sport in Australia e che lascia molti dubbi

A un anno dalle lotte sindacali tra federazione e giocatori, è proprio l’allora capo della delegazione federale a subentrare alla guida di Cricket Australia.

Nel momento di maggior crisi dello sport, che ancora soffre delle conseguenze psicologiche delle nefaste vicende sudafricane e che sul campo stenta a ritrovare la rotta giusta, si tenta il tutto per tutto. Si passa da un Signore a un pitbull, cercando di ottenere e forzare quei risultati che forse la mano troppo morbida di James Sutherland non era in grado di ottenere.

Alle annunciate dimissioni di Sutherland, un signore a tutto campo, si erano susseguiti diversi nomi di papabili, ma come spesso succede chi arriva in conclave papa ne esce cardinale, e a spuntarla è stato un Kevin Roberts sul quale, nonostante l’alto rango, pochi avrebbero scommesso.

Kevin Roberts nella sede di Cricket Australia

Se da un lato CA ha bisogno di cambiare e in fretta e Roberts ha dimostrato di saper ottenere risultati, i dubbi sono sui metodi e sull’atteggiamento nell’ottenerli.

Lo stesso Roberts ha, nella sua prima conferenza stampa, dettato i termini della sua tenuta: migliorare l’immagine di CA e i rapporti con i giocatori.

Ironico che vengano da chi quei rapporti li ha incrinati parecchio e da chi ha mostrato quell’atteggiamento arrogante spesso rinfacciato ai Baggy Greens nei test match.

Il cambio alla guida non è un fatto da poco, a un signore educato che, al solo sguardo trasmetteva rispetto e ammirazione, un nobile d’altri tempi, subentra un piazzista. Con un passato da battitore di ai margini del successo, poi una carriera nell’abbigliamento sportivo, Roberts somiglia più a un pitbull che a un dignitario, ma questi sono i tempi.

Come in molti altri campi, alla pacatezza e al ragionamento subentrano arroganza e forza di determinazione. Come si sul dire saranno i risultati a giudicare questa scelta, ma i modi dovrebbero essere altrettanto importanti e su quelli non ci facciamo illusioni.

Ovviamente non possiamo che sperare il nostro primo giudizio negativo venga smentito dai fatti e dai risultati, ma non ci possiamo certo dire soddisfatti della scelta attuata.


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