Carlton, una storia italiana

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Carlton AFL

In preparazione del Multicultural Round: Carlton

Innegabilmente Carlton è il quartiere più italiano di Melbourne e il football club ne è una naturale casa

Per caso, per affinità, per una strana alchimia, i primi italiani che si trasferirono a Melbourne iniziarono a gravitare attorno a Lygon Street, Carlton.
Il numero degli italiani crebbe anno dopo anno e il richiamo di Lygon Street continua a attirare anche oggi i nuovi immigrati che si svezzano nei numerosi bar e ristoranti, tutti eredi reali o morali della prima macchina da espresso arrivata negli anni ’50 del secolo scorso.

Arrivati in Australia i nostri connazionali trovarono uno sport nuovo, del quale la città andava pazza fin dalla metà del diciannovesimo secolo, il football australiano.
Armati della sempre fedele arte dell’arrangiarsi, gli italiani si adattarono a una palla ovale dai rimbalzi imprevedibili, a quattro pali senza rete e a uno sport duro e leale, come il bush australiano.

In passato i giocatori non potevano scegliere per quale club locale, ma venivano assegnati a un club o all’altro a seconda del quartiere di provenienza, giocoforza molti italo-australiani finirono col vestire la canottiera blu di Carlton.

Dal primo e, probabilmente, unico giocatore nato in Italia: Peter Bevilacqua da San Marco in Lamis, che giocò una sola partita nel 1953, ai tantissimi che di questo club sono stati i pilastri.

I Silvagni

Un nome su tutti, una dinastia, i Silvagni: Sergio, Stephen e ora Jack.
Il primo, Sergio, ha giocato per Carlton 239 partite dal 1958 al 1971, è stato scelto come membro del team del secolo dei Blues, e ne ha raggiunto lo stato di leggenda del club, grazie anche ai due titoli conquistati, nel 1968 e nel ’70.
La seconda generazione dei Silvagni ha prodotto uno dei migliori giocatori di sempre, Stephen.
Anche lui ha conquistato due titoli con i Blues (nel 1987 e nel ’95) in 312 partite ha segnato 202 goal, ma più di tutto ne ha salvati forse due mila nella sua posizione di estremo. Stephen è stato scelto come membro del team del secolo sia dei Blues sia della AFL.
L’ultimo rampollo, Jack, ha appena iniziato la sua carriera con i Blues, una sola partita, ma uno dei migliori esordi di sempre con 15 possessi, 6 mark e 4 placcaggi, se si considera il peso di portare tale cognome, una prestazione che è ancor più meritevole di elogi.

Jack Silvagni all’esordio

Ron Barassi Jr

Un nome che suscita emozioni opposte tra i tifosi di Carlton che lo vedono come il salvatore della patria e quelli di Melbourne che lo considerano il gran traditore.
Arrivato dai Demons nel 1965, Barassi ha giocato 50 partite per Carlton come giocatore/allenatore dal fino al ’69 e poi ha allenato per altri due anni vincendo due titoli: 1968, 1970, risollevando le sorti del club che era sceso a uno dei suoi minimi storici. Barassi è stato scelto nella hall of fame e come leggenda della AFL ed è stato nominato allenatore della squadra italo-australiana del secolo. Team nel quale sono ovviamente presenti anche i Silvagni.

Ron Barassi Jr

Gli Altri

Soon in tutto 26 gli italo-australiani che hanno giocato per Carlton, non potendo nominarli tutti, ci fermiamo ai più importanti:

Anthony Koutoufides, italo-greco, considerato il precursore del footy moderno, membro del team italiano (e di quello greco) del secolo, Kouta ha giocato 278 partite con i Blues dal 1992 al 2007.

Koutoufides con la coppa nel 1995

Scott Camporeale, membro del team italiano del secolo, 233 partite con il club, è stato una delle colonne di Carlton per anni.

Andrew Carrazzo 194 partite, Anthony Franchina 105 partite e infine uno degli attaccanti più talentuosi degli ultimi anni, Brendan Fevola, membro del team italiano del secolo, vincitore della Coleman Medal nel 2006 e nel ’09 ma finito in disgrazie per le sue intemperanze fuori dal campo.


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