Ciclismo, raggiunto il punto più basso?

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Il ciclismo è stato piagato da numerosi scandali, ma l’ultimo sembra una farsa

La ciclista belga Femke Van Den Driessche trovata con un motore nel telaio al campionato del mondo under 23 di ciclocross!

Negli ultimi anni il ciclismo ha subito continui attacchi alla propria integrità, scandali di doping a ripetizione che hanno colpito nomi eccellenti si sono susseguiti oscurando i meriti sportivi di chi ha giocato secondo le regole.

Il capo dell’UCI – Brian Cookson – è stato chiarissimo in conferenza stampa: “è assolutamente certo che si è trattato di una frode tecnologica” ha detto, ” c’era un motore nascosto nel telaio, non penso ci siano alcuni dubbi al riguardo!”

Femke Van Den Driessche in azione

La diciannovenne Van Den Driessche ha smentito ogni coinvolgimento in un’intervista al portale belga Sporza in cui è stata accompagnata dal padre. Nell’intervista l’atleta si è difesa in lacrime affermando che la bici in questione non fosse stata la sua e che non era assolutamente a conoscenza della presenza del dispositivo.

Voci su possibili biciclette manomesse si sono rincorse per anni ma non sono mai state provate, lo svizzero Fabian Cancellara e il canadese Ryder Hesjedal sono stati i due principali accusati di averne fatto uso. L’ex professionista Davide Cassani ne mostrò un esempio al Giro d’Italia anni fa, affermando in trasmissione che tali biciclette erano in uso sin dal 2004.

Ma come detto si era trattato per ora solo di congetture, il caso belga è invece un’ammissione ufficiale da parte della federazione internazionale, il che cambia di molto le cose.

L’unica speranza è che gli organizzatori delle varie competizioni siano in grado di sorvegliare meglio la situazione e scovare ulteriori casi di “doping tecnologico”, ne vale la già sgretolata credibilità dello sport e la reputazione di chi continua a lottare solo con le proprie forze contro questi farabutti.

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