Cinque punti di discussione dopo la quinta di Super Rugby

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Rugby Union Crusaders Richie Mo'unga 2

Come ogni settimana cerchiamo di proporvi 5 argomenti di discussione per analizzare insieme la giornata disputatasi nel week end pasquale.

La quinta giornata di Super Rugby non ha riservato particolari sorprese ma anzi, ha iniziato a stabilire gerarchie ben precise in un campionato cosí lungo e cervellotico come quello elaborato dal Sanzar.

1. ALL BLACKS, IL RICAMBIO GENERAZIONALE NON É UN VOSTRO PROBLEMA

La stagione 2016 portava con sé tanti dubbi riguardo alla nazionale neozelandese. Dopo aver visto partire (o ritirarsi) a fine Mondiale gente del calibro di Carter, Nonu, C.Smith, Mealamu, Woodcock, McCaw, Sonny Bill Williams, Tom Taylor, Slade, i punti di domanda attorno alla formazione dominatrice degli ultimi 8 anni iniziavano a presentarsi.

Dopo solamente 5 giornate di Super Rugby possiamo tranquillamente affermare che le tante domande sono giá state risposte. Siamo sicuri che Steve Hansen non fará fatica a sostituire i protagonisti di tanti successi con giocatori di altrettanto talento.

Per un giocatore come Carter che se ne va, ci sono 3 aperture giá pronte a prendersi la maglia numero 10. Se i nomi di Cruden e Barrett sono ben noti e ampiamente testati, c’é un Lima Sopoaga che sta facendo incredibilmente bene con gli Highlanders e si sta dimstrando sempre piú un condottiero all’altezza, dotato di un piede precisissimo. Rimanendo nell’Otago, le prestazioni di Elliott Dixon da 2 anni a questa parte sono qualcosa di fenomenale, un numero 6 che per workrate é sicuramente paragonabile a Jerome Kaino, dotato di un fisico mastodontico.

La battaglia per sostituire il leggendario Richie McCaw é altrettanto serrata e se tutti giá conoscono le qualitá di Sam Cane, capitano e condottiero dei Chiefs, forse non tutti avranno notato le prestazioni super consistenti di un tuttofare come Blake Gibson, terza linea dei Blues. Il Crusader Matt Todd é un altro candidato molto importante per la maglia nr.7, che inoltre ha giá saggiato il sapore dei tuttineri.

Se da un giorno all’altro ti viene a mancare la coppia di centri titolare e il loro primo sostituto, credo che a qualsiasi allenatore possa venire un coccolone. Ma per un Nonu, Smith e Williams che partono, altri giocatori hanno alzato la mano per dichiararsi presenti all’appello All Black. Charlie Ngatai é stato finora semplicemente eccezionale, un mastino in difesa, stupendo in attacco e pure dotato di un gioco al piede da tipico bombardiere..e pensare che l’anno scorso era arrivato ai Chiefs dopo essere stato scartato dagli Hurricanes! Il nome di Charlie é caldissimo in questo momento e sembra la persona piú papabile a vestire i panni di Ma’a Nonu. La numero 13 invece sará invece probabilmente vestita da un perfetto Malakai Fekitoa che sin qui ha messo insieme prestazioni solidissime che sicuramente avranno attirato le attenzioni di Hansen.

Ma non finisce qui, Damien McKenzie é ad oggi il miglior marcatore di punti e di mete del Super Rugby, le sue prestazioni in maglia nr.15 per i Chiefs lo hanno reso un intoccabile nello starting XV di coach Rennie. Prese al volo, placcaggi, offloads, calci, palla in mano, niente sembra un problema per lui. La concorrenza di Ben Smith come estremo per la Nuova Zelanda é sicuramente tanta roba, ma il piú giovane dei McKenzie merita sicuramente una chiamata nel gotha del rugby mondiale.

Oltre a tutti questi giocatori ce ne sono molti altri che hanno attirato attenzioni e i nomi di Richie Mo’unga, Cody Taylor, i fratelli Rieko e Akira Ioane, Blade Thompson, sono solo la punta dell’Iceberg. La profonditá di giocatori di primo piano e la velocitá con cui avviene il ricambio generazionale in Nuova Zelanda é semplicemente qualcosa di miracoloso.

Charlie Ngatai, la risposta all’addio di Nonu

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