Cricket: incontro nella sede di Cricket Australia

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Il presidente della federazione italiana Simone Gambino protagonista di un incontro con i vertici del Cricket Australiano

Questa mattina il presidente federale è stato ospite d’onore di Cricket Australia nella sede a due passi dal mitico MCG di Melbourne in una chiacchierata a tutto tondo sul cricket italiano e sulla coppa del mondo

CA meetingL’incontro organizzato da Stephanie Beltrame e dal Cricket Australia Italian Club ha visto l’amministratore delegato di Cricket Australia James Sutherland e la stessa Stephanie intervistare Simone Gambino a tutto tondo. E il presidente federale, coem da suo costume non si è risparmiato in aneddoti e in battute che hanno intrattenuto il nutrito gruppo di ascoltatori, tra i quali Peter Young, il direttore delle public relations di CA e Nick Hatzoglou, manager del club cricket per la federazione australiana.

Non si è trattato della prima volta per Simone nelle sale della federazione australiana, ma certamente si è trattato di un incontro speciale, dato l’interesse crescente in Australia per l’espansione del cricket in Italia.

Le domande hanno spaziato a tutto tondo e sono anche sfociate nel sociale e nella politica, dove Simone ha dato un breve spaccato della situazione italiana ai partecipanti. Ma ovviamente l’interesse principale era fare, a ventimila chilometri di distanza il punto sullo sport in Italia.

Gli organizzatori avevano preparato un breve ma ben fornito riassunto sul cricket italiano, provenendo le probabili domande più ovvie e dando un’infarinatura di base riguardo allo sport nel Bel Paese.
Come Simone ha affermato all’inizio del suo intervento: “la dimostrazione della crescita dell’interesse in Italia per il cricket è sintetizzabile nel fatto che si è passati da 7 highlights trasmessi in TV a ben 7 partite in diretta per l’edizione 2015 della coppa del mondo, con la speranza di organizzare la diretta della finale da Melbourne invece che da studio. Un gran risultato per agevolare la diffusione dello sport”
Riguardo alla situazione del cricket in Italia Simone ha accennato al problema e alle passate dispute con l’ICC rispetto alla cittadinanza e ai metodi per qualificarsi per indossare la maglia azzurra e, pungolato da James Sutherland che, scherzando, lo ha accusato di aver in passato scorso le liste dei club minori per cercare i nomi italiani, Simone ha ammesso di aver cercato in vita sua un solo giocatore, l’oriundo sudafricano Vincenzo Pennazza, mentre ha giurato: “tutti gli altri oriundi sono stati loro i primi a cercare un contatto con me e la federazione italiana”.

Simone è stato anche molto pronto a ricordare alle numerose donne presenti in sala che l’Italia è campione europeo a livello femminile e che, nonostante la società italiana e alcune comunità di immigrati siano da freno verso lo sport femminile, anche in questo campo il cricket è all’avanguardia in Italia.
L’integrazione è stata un punto determinante dell’intervento di Simone e delle domande del pubblico, “una nazione in movimento e in mutamento come l’Italia ha visto molti immigrati portare il proprio sport e per mezzo di questo cercare di affermarsi come cittadini”. Il concetto dello sport e del cricket in particolare come ponte per l’integrazione dei nuovi immigrati è molto caro agli australiani e i concetti espressi da Simone sono stati molto condivisi da tutti.

Parlando più in particolare di questa coppa del mondo, alla domanda di James se l’attuale formato sia quello giusto o se sia meglio il formato a 10 che sarà in vigore nel 2019, Simone ha risposto che il formato attuale non va, poiché rende quasi inutili le partite del girone di qualificazione. Second il presidente “l’importante è avere un processo di qualificazioni per dare a tutte le nazionali la possibilità di partecipare”, secondo il presidente federale un formato a 16 squadre divise in 4 gironi sarebbe il migliore.

Infine, James ha voluto ancora scherzare con Simone e forzarlo a dare una data per quando l’Italia parteciperà alla coppa del mondo, domanda alla quale il presidente dopo un po’ di tentennamenti ha risposto: “forse nel 2056!”
Ora sta a tutti smentirlo e far arrivare il cricket italiano ai mondiali prima di tale data.

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