In una foto

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Boni Campagnaro Naivalu

Racchiudere lo spirito del rugby in una foto

Ammetto che a volte noi innamorati di rugby esageriamo con la retorica del rugby über alles, dello sport diverso e migliore , spesso ci si gongola nella superiorità presunta o reale di uno sport ancora legato a tradizioni antiche, al rispetto dell’avversario e dell’arbitro, dove la finta e la furbizia sono viste come un atto vile, dove la vittoria è importante, le legnate si danno e si prendono ma alla fine si resta amici come e più di prima.

Ma chiunque sia stato in questo sport, in qualunque veste , lo può testimoniare, i valori del rugby sono diversi.

A chi lo volesse ancora una volta dimostrare, eccone un altro esempio: siamo a Brisbane è iniziato il secondo tempo di Australia-Italia da poco e i Wallabies hanno appena ristabilito le distanze, 28-13, ma i cinghiali attaccano, mettono sotto assedio la linea di meta avversaria.

La mischia azzurra, eccezionale nel pomeriggio di Brisbane, ha conquistato un altro fallo, si gioca il vantaggio, la palla arriva a Boni che contrastato da SuperSefa Naivalu la perde. L’arbitro fischia il fallo e si ritorna veloci verso il punto di battuta, sotto i pali verdeoro.

Ma Naivalu si è fatto male nel contatto e Boni e l’accorrente Campagnaro, invece di farsi sotto la linea di meta per la battuta veloce, si fermano e rendersi conto delle condizioni di salute dell’avversario e a richiamare l’attenzione dei medici.

Sfuma una possibile meta veloce? Che importa, siamo fratelli in campo e non lasciamo un nostro fratello a terra ferito, anche se indossa la maglia di un altro colore, la meta può attendere.

Grazie Tommaso e Michele per renderci ancora una volta orgogliosi di essere rugbisti.


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