Inutile guerra fratricida nel rugby

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L’incompetenza dell’ARU sta costando caro al rugby australiano

La decisione di ridurre il numero di squadre in Super Rugby sta rovinando l’ambiente con certe conseguenze negative nello stato che verrà escluso

La federazione australiana ha accettato di ridurre il numero delle squadre di Super Rugby senza aver prima preso una decisione su quale fosse la vittima da sacrificare e ciò sta costando carissimo all’ambiente.

Le due squadre coinvolte, Rebels e Force, vivono da settimane in un clima di precarietà, le squadre si sfidano con comunicati di fuoco, i loro tifosi si stanno confrontando sui social media in maniera sempre più meschina e ora anche i giornali regionali si stanno schierando in maniera sempre più netta.

Tutto ciò è colpa dell’ARU e del proprio CEO, Bill Pulver. Con il comunicato in cui la federazione ha dichiarato che sarebbe stata una tra Rebels e Force a essere esclusa dalla competizione, cosa si aspettavano i dirigenti? Che le due squadre facessero a fare a dire “tagliate noi che non meritiamo?” Ovviamente entrambi gli ambienti hanno reagito facendo valere le proprie ragioni, bacino d’utenza, numero di giocatori, investimenti, vantaggi per il movimento nazionale e via discorrendo.

Il problema è che né il Victoria né il Western Australia hanno un pedigree nel panorama rugbistico australiano e nessuno dei due stati può vantare un chiaro vantaggio. Pochi giocatori, campionato regionale di basso livello e squadre basate in gran parte su giocatori di New South Wales e Queensland, sono le credenziali dei due stati.

Su cosa si dovrà allora basare la decisione della federazione? Se la risposta è nei meriti extra-rugbistici, anche in questo caso i due stati si equivalgono come numero di spettatori e come interesse in generale per il rugby a XV. Se si parla di potenziale, con i 4 milioni di abitanti di Melbourne e l’uno e mezzo di Perth, dovrebbero fischiare le orecchie ai Brumbies, basati nella lacustre capitale federale, ma quest’ultimi sono salvi e allora dovrebbe essere la capitale del Victoria e con essa i Rebels a avere la meglio.

Una fondamentale differenza tra le due squadre sta nella proprietà, mentre i Force sono in mano alla federazione, i Rebels sono di proprietà di un consorzio privato. Ciò da a quest’ultimi un vantaggio fondamentale in sede istituzionale, in virtù di ciò la federazione del Victoria è infatti membro votante del consiglio direttivo, mentre quella del Western Australia no.

Comunque vada a finire questa vicenda, il rugby australiano alienerà molti appassionati a Melbourne o a Perth, perderà possibili futuri giocatori che non volendo abbandonare il proprio stato passeranno a altri sport e si ritroverà un po’ più povero.
Tutto ciò per colpa dell’incompetenza di chi non ha saputo prepare l’ambiente a una decisione che la ZANZAAR, di cui fa parte, stava prendendo già da mesi.


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