Super Rugby: la conference sudafricana

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Con la riforma del campionato, ad essere rimosse dal torneo è toccato a ben due squadre sudafricane, i Cheetahs e i Southern Kings (ora entrambe partecipanti al Pro14 celtico).

Negli ultimi anni, solamente Stormers e soprattutto i Lions sono riusciti a competere costantemente contro i team neozelandesi. La maggior parte dei giocatori piu interessanti appartenenti alle due franchigie tagliate dal Super Rugby sono andati a rafforzare le altre squadre, andando ad innalzare il livello delle franchigie rimaste. A completare il girone africano ci sono nuovamente i Jaguares, praticamente la Nazionale argentina, che sono chiamati ad un sensibile miglioramento rispetto alle prime stagioni di Super Rugby.

 

Dopo la partenza di coach Ackermann (che si è portato con se’ il figlio a Gloucester), a prendere le redini della squadra è Swys de Bruin. Un certo Victor Matfield ricoprirà il ruolo di allenatore della mischia per continuare la tradizione che porta un sacco di ex giocatori a diventare allenatori.

La rosa è tra le migliori del paese e può vantare tantissimi Springboks come Elton Jantjies, Malcolm Marx, Franco Mostert e Jaco Kriel, tutti nomi di assoluto livello. L’ascesa di Ross Cronje ha costretto Faf De Klerk a lasciare la squadra, ma date le prestazioni in campo di Cronje e le firme dei giovani Van Vuuren e Meyer, la posizione di mediano di mischia è piu che coperta.

Janse van Rensbeurg, pienamente recuperato dall’infortunio

Valgono come dei nuovi acquisti i ritorni da vari infortuni di giocatori preziosissimi per l’economia del gioco Lions: Warren Whiteley e Rohan Janse van Rensburg, rispettivamente numero 8 e centro. Entrambi hanno praticamente saltato per intero la scorsa stagione ma sono ora pronti al definitivo rientro dopo aver accumulato minuti nelle loro esperienze in Giappone e Inghilterra. Anche il centro Howard Mnisi rientrerà a tempo pieno nella rosa dei Lions, dopo l’infortunio patito nella prima giornata del Super Rugby 2017. I Lions sono forse i “più neozelandesi” tra I sudafricani, praticano uno stile di gioco aperto con molti palloni giocati alla mano, senza l’eccessivo utilizzo del piede tipico degli Springboks. Giocare alla pari con loro non sarà facile per nessuno, sarà compito del neocoach de Bruyn amalgamare la squadra facendola rendere al meglio.

 

Gli Stormers continueranno ad essere guidati dall’ex centro degli Springboks Robbie Fleck. Servirà qualcosa in piu rispetto agli anni scorsi per riuscire a ribaltare l’egemonia Lions. La stagione non è iniziata nel migliore dei modi con la notizia riguardante Eben Etzebeth: il capitano sarà assente dai campi per almeno 4 mesi in seguito ad un infortunio patito alla spalla in novembre. Sostituirlo non sarà facile e il ruolo di guida carismatica della squadra verrà ricoperto dalla terza linea Siya Kolisi, straordinario nel 2017. La coperta sembra un po’ corta all’apertura, dove la partenza di Robert du Preez (finito agli Sharks) e l’infortunio di Jean-Luc du Plessis, hanno lasciato un buco. Damian Willemse sarà l’apertura titolare, con i giovani Stander e Whitehead (arrivato dai Griquas) a combattere per un posto in panchina. Altre notizie in chiave mercato arrivano dal ritorno in Sud Africa del centro JJ Engelbrecht, in passato già visto negli Springboks e nei Bulls, e dall’arrivo a Cape Town di una coppia di ali provenienti Cheetahs, Sergeal Petersen e Raymond Rhule. I due velocisti sono considerati armi a doppio taglio, tanto velenosi in attacco quanto soft in difesa, ma se messi nel contesto giusto saranno una ottima alternativa in un reparto che può già vantare una delle rivelazioni della scorsa stagione, Dylan Leyds. Sono stati invece ampiamente confermati giocatori fondamentali per gli Stormers, quali Nizaam Carr, Jano Vermaak, Damien De Allende e soprattutto SP Marais, estremo capace di infondere sicurezza a tutta la linea arretrata. I quarti di finale si sono dimostrati un ostacolo insormontabile nelle ultime 2 stagioni, l’obiettivo è sicuramente quello di migliorarsi per provare ad arrivare fino in fondo.

SP Marais, fondamentale per il traingolo allargato Stormers

 

Vicino all’oceano di Durban invece, gli Sharks si stanno preparando per affrontare una nuova stagione senza particolari velleità di vittoria. La rosa di giocatori allenati da Robert du Preez include 12 Springboks tra cui spiccano Mtawarira e i gemelli Daniel e Jean-Luc du Preez (figli di coach Robert). Altri giocatori esperti su cui du Preez potrà contare sono Ralepelle, Mvovo, Esterhuizen e Franco Marais. Dal mercato sono arrivate le firme importanti del tallonatore Akker Van der Merwe, vero tuttofare in prima linea, e del mediano di mischia neo Springbok Louis Schreuder. Sono da segnalare anche gli arrivi di Makazole Mapimpi, metaman in arrivo dai Southern Kings, e di Leolin Zas, ala di provenienza Stormers. Sul fronte partenze invece è da sottolineare quella di Pat Lambie, apertura/estremo andatosi ad accasare al Racing Metro di Parigi.

A riunirsi alla famiglia du Preez sarà inoltre Robert (figlio di…Robert, che fantasia i sudafricani!), apertura in arrivo dagli Stormers, dotato di grandi qualità. Sempre nello stesso reparto sono da seguire due giovanissimi che hanno già fatto parlare parecchio di loro, Garth April e Curwin Bosch. April vanta esperienze con gli Springboks Under 20 e A, mentre Bosch ha già esordito con la Nazionale maggiore. Queste 3 aperture di ottimo livello permetteranno allo staff Sharks di variare il loro tipo di gioco in base all’avversario: April e Du Preez piu adatti al running game, Bosch migliore nel gioco al piede. Come già detto, ad affiancarli in mediana ci saranno Louis Schreuder o Michael Claassens, entrambi perfetti per crescere i giovani talenti di casa Sharks.

La famiglia du Preez riunita

La franchigia di Durban non competerà di certo per il titolo ma rappresenteranno un sicuro ostacolo. Se in giornata, gli Sharks sono capaci di battere chiunque e sono una tra le vere e proprie mine vaganti del Torneo.

 

Sono lontani i successi del 2007 – 2010, quando a trainare i Bulls c’erano i vari Botha, Matfield, Du Preez e Steyn. Oggi I giocatori piu rappresentativi si chiamano Adrian Strauss, ex capitano Springboks ora ritiratosi dall’attivita internazionale, Handre Pollard, Lood de Jaager, Jesse Kriel, Jamba Ulengo e Warrick Gelant ma la qualità non è certo paragonabile a quella di una volta. L’ex allenatore degli All Blacks e degli USA John Mitchell è ora alle redini della squadra di Pretoria e cercherà di far rendere al meglio il gruppo di giocatori a sua disposizione.

Nel 2017 I Bulls sono stati la squadra sudafricana a realizzare meno punti in classifica in assoluto (20), ottenendo solamente 4 vittorie. Sono inoltre stati il peggior attacco, realizzando 339 punti.

Riuscirà Mitchell a risollevare i Bulls?

Insomma, per Mitchell il lavoro da fare è tanto e come suoi sergenti di ferro il neozelandese ha scelto Burger Odendaal e Nic de Jager come cocapitani.

Il reparto di seconda linea può vantare una qualità e una profondità incredibile: i vari de Jager, Snyman, Jenkins e van Heerden sono tutti giocatori di sostanza che dovranno lottare fino all’ultimo per assicurarsi un posto nei 23. Un nome da tenere d’occhio è quello di Tim Agaba, terza linea che si aggregherà alla squadra dopo il torneo del circuito internazionale di 7s di Hamilton. Il blitzbokke è pian piano diventato uno degli uomini cardine della squadra 7s sudafricana e proverà a seguire le orme di Kwagga Smith che è ora conosciuto da tutti per le sue immense qualità.

Hanno fatto scalpore le omissioni dalla rosa dei Bulls di Rudy Paige, mediano di mischia con 12 caps all’attivo, e Jacques Potgieter, terza linea super fisica. Paige ha subito una operazione che lo terrà fuori fino a fine febbraio ed è stato superato nelle gerarchie dai giovani Ivan van Zyl, André Warner e Embrose Papier. Potgieter invece, dopo una serie impressionanti di infortuni, ha deciso di prendersi un periodo sabbatico per stare con la propria moglie e i 3 figli.

L’obiettivo stagionale è quello di migliorare rispetto alla scorsa stagione, non potendo realmente competere per il titolo.

 

A chiudere il girone sono i Jaguares di Buenos Aires. Fin dal loro arrivo in Super Rugby, sono considerati come una squadra con tantissimo potenziale inespresso. La clausola che obbliga i giocatori argentini a giocare in patria se vogliono vestire la maglia Pumas è sicuramente un ottimo deterrente per far rimanere in Argentina i migliori talenti. La rosa dei Jaguares è quasi interamente formata da giocatori della Nazionale, a cui si aggiungono i giovani piu interessanti del paese. A capo della squadra argentina sarà un grandissimo ex giocatore quale Mario Ledesma, che dopo aver vestito la camiseta argentina per 84 volte e aver fatto esperienza come allenatore della mischia dei Wallabies, assume per la prima volta il ruolo di capo allenatore. Ad assisterlo ci saranno altri ex giocatori dalla classe innata, quali Nicolas Fernandez Miranda e Martin Gaitan. Nuovo capitano dei Jaguares sarà Pablo Matera, instancabile terza linea sempre al servizio della squadra. Ai senatori Creevy, Leguizamon, Hernandez, Sanchez, Landajo e Tuculet, si aggiungono per la prima volta in Super Rugby i promettenti nomi di Sebastian Cancelliere (che ha gia debuttato con i Pumas nel tour europeo di novembre) e Santiago Álvarez Fourcade, unici due veri acquisti dei Jaguares.

Ledesma sarà l’head coach Jaguares

Il reparto di prima linea ha dovuto registrare le importanti perdite del pilone sinistro Lucas Noguera Paz, volato in Inghilterra al Bath, e di Enrique Pieretto, pilone destro recentemente infortunatosi al legamento crociato del ginocchio destro e che difficilmente tornerà in campo in tempo per la fine del Super Rugby. I piloni in Argentina non sono mai mancati ma sicuramente le due perdite subite sono importanti. Marcos Kremer è chiamato a confermare quanto di buono fatto vedere nel 2017, cosi come il compagno di reparto Tomas Lezana. E’ notizia di pochi giorni fa la partenza dell’ala Santiago Cordero in direzione Exeter; il giocatore sarà’ pero di ritorno per la fine di febbraio, pronto per giocare una nuova stagione in Super Rugby.

I Jaguares hanno talmente tanto potenziale che potrebbero essere la sorpresa del Torneo; un secondo posto nella conference non è un traguardo impossibile per questo gruppo di giocatori.

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