La crisi del cricket australiano

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Lo sciopero dei giocatori di cricket acuisce la crisi

La cancellazione del tour in Sud Africa dell’Australia A è l’ultimo atto della lotta tra federazione e associazione giocatori

Dal 30 Giugno, data della scadenza del contratto collettivo, 200 giocatori, tra cui il capitano Steve Smith, il suo vice David Warner e Mitchell Starc, sono ufficialmente disoccupati.
No li vedremo certo all’ufficio di collocamento per prendere l’assegno di disoccupazione o cercare un lavoretto come cassieri da Coles, ma non li vedremo neanche in campo. A soli cinque mesi dall’evento più importante del cricket australiano, le Ashes.

Ma perché Cricket Australia (CA) e l’associazione giocatori (ACA) non si sono accordati?
Dal 1997 i giocatori hanno ricevuto, secondo il contratto collettivo firmato tra le parti, tra il 24% e  il 27% degli introiti generati dal loro sport: diritti televisivi, incassi al botteghino e pubblicità.

Secondo CA, ora guidata dall’ex direttore del gigante minerario Rio Tinto, David Peever, questa formula non è più all’altezza dei tempi e ai giocatori dovrebbe andare solo una fetta dei guadagni di CA, non dei ricavi e, inizialmente, voleva indirizzare questi soldi solo verso i giocatori della nazionale e non ai giocatori a livello statale.

James Sutherland, il grande assente dalle negoziazioni

Se il modello di CA dovesse passare, si allargherebbe la forbice tra i giocatori di miglior livello e la base, premiando sì con contratti migliori i giocatori più forti, ma costringendo gli altri a stringere la cinghia. Un modello certo più moderno, ma non per questo migliore.

La differenza di paga viene giustificata da Cricket Australia con il fatto che la competizione domestica, lo Sheffield Shield, è seguito pochissimo, ma a questo argomento ribatte l’associazione giocatori con l’argomento che seppur poco seguito lo Sheffield Shield è fondamentale per far crescere i giocatori e prepararli per il livello successivo.

Il capo dell’ACA Alistair Nicholson e David Warner

Fortunatamente entrambe le parti sono d’accordo sul fatto che le giocatrici, a ogni livello, debbano ricevere un aumento di salario, che le metta in grado di intraprendere una carriera professionistica con guadagni dai 55 mila dollari per le serie minori ai 200 mila per le migliori giocatrici della nazionale.
Un passo nella direzione giusta per chiuder il gap tra guadagni di giocatori e giocatrici, che comunque, nella migliore delle ipotesi rimarrebbe sempre di 10 a 1.

Le Southern Stars

Se le Ashes sono distanti 5 mesi, CA e l’ACA devono sbrigarsi a trovare un accorso altrimenti, oltre al tour della nazionale A potrebbero saltare quello dei Baggy Green in Bangladesh a fine Agosto o la serie ODI in India.

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