La fine del Super Rugby?

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Super Rugby 2017

Nuvole nere all’orizzonte per il Super Rugby

Secondo Wales Online le squadre sudafricane sarebbero pronte a lasciare la competizione della SANZAAR

Le notizie di una probabile espansione negli USA trapelate la settimana scorsa, sarebbe un piano d’emergenza a seguito dell’uscita delle squadre sudafricane dal Super Rugby secondo quanto riportato da Wales Online.

Secondo il portale gallese, il futuro del rugby sudafricano è in Europa con due squadre sudafricane in Pro14 nella stagione 2019/20 e altre due la stagione successiva, per completare l’esodo iniziato da Cheetahs e Kings quest’anno.
Gli Sharks sarebbero il primo team pronto a fare le valige e a raggiungere la competizione celtica, assieme a Lions o Stormers.

Cheetahs e Kings alla presentazione del Pro14 2017/’18

Nell’eventualità che il piano si attui realmente, il buco lasciato dalle squadre della rainbow Nation sarebbe enorme per Australia e Nuova Zelanda, soprattutto dal punto di vista economico.

Inoltre la probabile conseguente dissoluzione della SANZAAR avrebbe anche un effetto catastrofico sul Rugby Championship.
Il Sud Africa, con tutti i propri giocatori allineati con i calendari Europei, e quindi non sarebbero disponibili per il torneo, si troverebbe costretto a lasciare la competizione.

La naturale evoluzione sarebbe un ingresso degli Springbok nel Sei Nazioni, che magari per far numero tondo potrebbe allettare anche l’Argentina, dovessero i Jaguares terminare di esistere, o la Georgia.

In Argentina infatti L’uscita di scena delle squadre sudafricane lascerebbe i Jaguares in una posizione molto difficile, dato lo storico allineamento della federazione con il Sud Africa, un allineamento con l’Europa non porrebbe problemi diversi da quelli attualmente affrontati giocando in Super Rugby.

I Jaguares in campo nel Super Rugby

Una competizione con i soli Sunwolves non avrebbero lo stesso appeal di quella attuale, da qui la necessità di aprire a nuovi mercati. Gli USA, con i loro ricchissimi contratti televisivi, sono appunto la preda più allettante.

Ma se spazio andrà ricercato, non si potranno escludere le isole del Pacifico, naturale serbatoio di talento per Wallabies e All Blacks. Un altro probabile mercato sarebbe Singapore, che attualmente ospita alcune partite casalinghe dei Sunwolves e che era in lotta proprio con i giapponesi per l’ingresso nel Super Rugby.

Da tenere in considerazione anche l’altro gigante in letargo: la Cina, che con il gran numero di espatriati può offrire un buon seguito di pubblico e che a Hong Kong ospita già uno degli eventi più seguiti del circuito del Rugby 7s.

Come spesso accade in questi casi, le prospettive future sono molte e se da un lato la perdita delle squadre sudafricane sarebbe disastrosa a livello economico, un rilancio del Super Rugby con squadre nell’area del Pacifico potrebbe avere lati positivi.

Un competizione incentrata sull’area Asia-Pacifico e la costa ovest USA offrirebbe agli spettatori partite giocate tutte in orari appetibili e potrebbe fruttare contratti TV più lucrosi.
Dalle macerie del Super Rugby potrebbe anche nascere una competizione più forte e coerente.


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