L’ARU conferma il taglio di una squadra

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Super Rugby ARU Cameron Clyne

Nessun passo indietro dopo la riunione straordinaria dell’ARU

Non passa la mozione della federazione del Victoria, lo stato dei Rebels, che chiedeva un passo indietro all’ARU. Bill Pulver salvo, tira dritto.

La VRU assieme all’associazione giocatori (RUPA) aveva promosso una mozione per mantenere le cinque squadre di Super Rugby almeno fino al 2020, ma l’assemblea straordinaria dell’organo nazionale che regola il rugby in Australia, l’ha respinta.

Approvata invece un’altra mozione targata VRU-RUPA che chiedeva l’istituzione di una commissione che soprintendesse al Super Rugby, ma si tratta di un contentino.

La sconfitta della VRU è una sconfitta parziale per la squadra di Melbourne, che aveva infatti  dichiarato alla vigilia che avrebbe votato contro.

A prescindere dalla decisione che verrà presa sulla squadra da tagliare, Rebels o Force hanno già messo in chiaro che adiranno alle vie legali, e uno dei due stati perderà una tappa fondamentale nel famoso pathway  tanto osannato dall’ARU dal rugby di club alla nazionale.

Da notare come il segretario dell’ARU Cameron Clyne (in copertina) al termine della riunione abbia affermato in conferenza stampa che dall’introduzione della quarta e quinta franchigia in Super Rugby il tasso tecnico delle squadre australiane sia diminuito. Probabilmente ha dimenticato i titoli di Reds e Waratahs, gli unici per le due squadre, siano arrivati entrambi quando Force e Rebels erano già entrate nel torneo.
Senza dimenticare che l’insperato secondo posto ai mondiali 2015, o tralasciando il fatto che i Wallabies vengono puntualmente battuti nella Bledisloe Cup dai tempi in cui le squadre australiane in Super Rugby erano solo tre.


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