L’esperimento Cooper non riesce

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Quade Cooper

Un cartellino giallo segna la serata di Quade Cooper

La Nuova Zelanda passeggia sull’Australia in superiorità numerica e segna tre mete in dieci minuti

Michael Cheika ha voluto provare Quade Cooper nella miglior occasione possibile: partita molto difficile contro un avversario con il dente avvelenato, pubblico decisamente ostile e risultato, relativamente ininfluente. Ma l’esperimento è fallito.

L’Inutile sconsolato all’Eden Park

La partita di Quade Cooper è stata relativamente anonima, qualche calcio poco preciso, uno scivolone, palloni smistati velocemente al limite tra il genio e il pavido, nihil sub solem  novum per l’Inutile. Ma poi è arrivato uno scellerato placcaggio alto su Aaron Smith lanciato a meta, cartellino giallo e meta tecnica. Alle quale ne sono seguite altre due e la partita se n’è andata via nel delirio del pubblico accorso all’Eden Part forse per la prima volta in anni con un po’ di timore.

Nigel Owens non ha avuto altra scelta dopo il fallo di Cooper

Se è pur vero che le partite si vincono e si perdono in quindici e nessun giocatore può essere la sola causa di una vittoria o di una sconfitta, l’episodio ha avuto un impatto talmente ampio sul tabellone, che non lo si può far passare tra statistiche alle voci “provvedimenti disciplinari”.

Will Skelton, poco determinante

Ma, tralasciata la delusione per la sconfitta, tornando al contesto in cui è avvenuta, è stato importante per i wallabies mettere Cooper alla prova del nove. Se Cheika avesse schierato ancora una volta la stessa cerniera di centrocampo con cui aveva vinto a Sydney, sarebbe rimasto il dubbio Cooper. Così, il dubbio è svanito: ai mondiali Foley e Phipps dovranno essere i titolari, l’Inutile, se non proprio a Tolone, al massimo in panchina.

Folau ha seganto la meta della consolazione a risultato acquisito

Oltre a Cooper ha lasciato anche a desiderare il gioco al piede di Matt Toomua, da due calci del quale sono scaturite altrettante mete avversarie. Matt Giteau offre maggior sicurezza e precisione nel ruolo di secondo ricevitore.
Ha anche lasciato i dubbi della vigilia la decisione di Cheika di schierare Will Skelton titolare, il paracarro è stato come al solito inesistente i touch, lento in mischia aperta e, contro avversari del calibro degli all blacks, la sua fisicità non è stata un fattore.

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