Marty Banks affonda i Chiefs

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Banks Highlanders

Marty Banks è il mio giocatore di rugby preferito

Ogni sport ha bisogno del suo eroe e del suo antieroe, e se nel rugby neozelandese l’eroe moderno è Richie McCaw, o restando ai mediani d’apertura Dan Carter, Marty Banks, al pari di Steve McDonald, ne rappresenta l’antieroe.

Banks e 22Metri
quando ho incontrato Marty Banks al termine dell’amichevole con i Rebels – foto 22Metri

Un ragazzo calmo, dal fisico normale, dal sorriso del ragazzino appena arrivato in squadra che si domanda cosa ci faccia con i grandi, Banks è il lato normale del rugby neozelandese.
Normale sì, ma non per questo non eccezionale: Banks ha stabilito il record di punti per Buller nel campionato provinciale dilettantistico e ha portato il piccolo club della costa ovest dell’isola del sud della Nuova Zelanda al primo successo.
Ma se Buller non era abbastanza un club culto, Banks si è trasferito l’anno seguente ai Makos di Tasman: il club del nord dell’isola del sud è un’altro outsider, sorto di recente accorpando due piccoli club storici: Nelson Bay e Marlborough, non è il caso di rimarcare come anche a Tasman la bacheca dei trofei sia molto sguarnita. I Makos di Banks hanno vinto il campionato di Championship ed è stato promosso, per la prima volta, nella Premiership, Banks è stato il miglior marcatore del torneo e ha ottenuto un contratto in Super Rugby con gli Hurricanes, dall’altra parte dello stretto. La sua stagione non è stata delle migliori, molto da imparare, ma il sorriso e lo sguardo sono rimasti immutati.
Riiniziato il campionato provinciale, Banks è tornato al sud e si è rimesso la maglia numero 10 dei Makos. Quando tutti si aspettavano che i Makos finissero miseramente la loro prima stagione in Premiership, in mezzo a vasi di ferro come Canterbury o Auckland, i piccoli squaletti sono arrivati in finale, scrivendo, pur sconfitti, un nuovo capitolo di storia. Banks ha rotto il record di punti segnati per i Makos dopo solo una stagione e mezza al club.
Il Super Rugby ha chiamato di nuovo, questa volta è ancora il sud, e un’altra squadra poco blasonata, gli Highlander. Tra Dunedin e Invercagill Banks si è rimesso all’opera. Nella prima uscita da titolare, alla terza di campionato ha steso i Queensland Reds, vincendo la battaglia dalla piazzola contro forse uno dei giocatori a lui più diverso, James O’Connor, il bimbominkia del rugby australiano.
Alla quarta di campionato Banks entra negli ultimi dieci minuti, i suoi Highlanders sono sotto di 3 dopo aver approfittato di ogni occasione contro i più forti Chiefs.
Nei minuti finali gli Highlanders hanno un paio di vampate in attacco che culminano in un fallo ai 30 metri per Banks è un gioco da ragazzi, nonostante i campanacci dei tifosi dei Chiefs provino a distrarlo, pareggio. Alla ripresa del gioco gli Highlanders riescono a controllare bene e si lanciano di nuovo in avanti. Dopo aver attaccato per tutto il secondo tempo i formidabili Chiefs faticano ad adattarsi alla difesa e commettono un altro fallo, 45 dai pali, 80 secondi dalla fine. Banks prende il mano la palla, con sguardo da bambino sembra chiedere al capitano il permesso di calciarla, la mette sulla piazzola, i campanacci risuonano ancora più forte, ora sono suoni di paura, la sirena che segna la fine del tempo regolamentare non si sente quasi. Banks prende la rincorsa e calcia diritto e sicuro per la vittoria.
Una vittoria che non si aspettava nessuno, come a Buller e a Tasman negli anni precedenti.

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