Partono male le australiane nel Super Rugby

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Due pesanti sconfitte e un derby in chiaroscuro nella prima del Super Rugby

Rebels e Waratahs strapazzati da Sunwolves e Crusaders, Brumbies a fatica sui Reds

Nel primo degli incontri che vedevano impegnate le squadre australiane, i Reds hanno fatto visita ai Brumbies nella capitale.

I giocatori del Queensland si sono portati appresso il clima, a Canberra infatti c’erano 39 gradi e un livello di umidità molto alto.

Le condizioni hanno forse favorito gli ospiti, più abituati all’afa, nonostante i padroni di casa si siano alleanti sulla gold coast per sfuggire alle giornate di fumo intenso che hanno avvolto la capitale.

I Reds hanno chiuso il primo tempo avanti per 17-7 nella sorpresa generale. I Brumbies hanno confermato la loro posizione di campioni in carica delle conference australiana e di favoriti, finendo l’incontro 27-24.

L’inaspettata debolezza della mischia dei Brumbies, composta da tutti Wallabies, Scott Sio, Folau Fainga’a, Allan Alaalatoa e James Slipper ha lasciato molti perplessi e soprattutto farà riflettere il neo-allenatore della Nazionale.

Sunwolves – Rebels 36-27

A Fukuoka i Rebels hanno giocato una delle loro peggiori partite: lenti, disorganizzati e mai pericolosi per i primi 60 minuti, gli uomini di Wesels hanno lasciato il campo ai padroni di casa.

I Sunwolves, guidati dall’allenatore esordiente Naoya Okubo, hanno meritato la vittoria e, fosse riuscita la rimonta finale degli ospiti, avrebbero avuto ben da recriminare per l’occasione persa.

Si tratta della prima vittoria nella prima giornata del torneo per il club giapponese in Super Rugby, e sarà anche l’ultima, visto il loro tagli dalla competizione l’anno prossimo.

Crusaders – Waratahs 43 – 25

L’unico aspetto positivo per i Tahs è stata la prestazione dell’esordiente Mark Nawaqanitawase. L’ala diciannovenne alla prima stagione tra i professionisti dopo essersi fatto le ossa nei Junior Wallabies, ha segnato due mete e è stata una spina nel fianco nella difesa dei pluricampioni.

Il resto della partita di Nelson è stato il solito gioco dei Crusaders, che cambiano logo ma non pelle e impongono la loro classe senza strafare.

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