Raelene Castle: ha pagato perché donna?

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Dopo diversi attacchi Castle ha deciso di gettare la spugna

Le dimissioni di Castle sono state causate dal maschilismo? O dalla sua incompetenza?

Non essendo possibile testare un’ipotesi alternativa, dobbiamo basarci su quanto si può dedurre da casi simili.

Partiamo dall’inizio, ciò dal 2017, quando Castle prese il posto di Pulver alla guida di Rugby Australia.

Il suo predecessore fu vittima della scelta della federazione di tagliare una delle allora cinque squadre di Super Rugby. Pulver pagò più il come la decisione di protrasse che la scelta in se, ma la sua uscita di scena, come quella di Castle oggi, venne vista come una possibilità per ripartire.

Ciò non è avvenuto. I quasi tre anni di guida di Castle non sono stati per nulla memorabili.

Rugby Australia ha lasciato a desiderare nella gestione di un’altra scelta difficile, quella di rescindere il contratto di Israel Folau.

I risultati sul campo non hanno certo aiutato, con i Wallabies di Cheika spesso umiliati dagli avversari e le squadre di Super Rugby in difficoltà, su tutte, Waratahs e Reds.

La delusione nei confronti della leadership di Rugby Australia ha portato Castle al centro delle critiche, spesso piovute dai media conservatori gestiti da Rupert Murdoch.

Al termine di numerosi atti di aperta polemica con la propria gestione, Castle si è decisa a lasciare il proprio posto, con le consuete dichiarazioni che lo sport è più grande di ogni individuo e che si augura che son il proprio passo indietro, Rugby Australia possa fare cento in avanti. Nihil sub sole novum.

Ma ha Castle pagato il fatto di essere donna? O le critiche sarebbero arrivate lo stesso?

Certo i media conservatori in Australia hanno dimostrato in passato di essersi accaniti con maggior vigore contro donne al potere, la campagna contro il Primo Ministro Julia Gillard fu spietata e spesso deprecabile. Un tratto della società australiana che certo è da stigmatizzare e che si spera sparisca con le nuove, più educate, generazioni.

Anche se le critiche a Pulver furono altrettanto dure e senza sconti, rimane il dubbio che la vecchia scuola di destra non veda mai di buon occhio una donna al potere.

In questo caso, sembra che la cattiva gestione di Castle e dei suoi collaboratori sia stata un fattore aggravante del pregiudizio sessista.

Se un parallelo tra Castle e Pulver si può fare, è quello che entrambi vennero visti come due outsiders, con pochi legami con le potenti federazioni del Queensland e soprattutto del New South Wales.

Rimane il traguardo raggiunto da Raelene Castle, prima donna alla guida di uno sport di massa in Australia, speriamo solo non sia l’ultima, come non sia Gillard stata l’ultima donna primo ministro del paese.

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