Rugby Australia: conflitti e complotti

share on:

I vertici di Rugby Australia sono ancora una volta sotto attacco

La destra conservatrice dei media di Rupert Murdoch attacca ancora Rugby Australia

Come già accadde in passato ai tempi della presidenza di John O’Neill, uno dei più prominenti commentatori a scagliarsi contro i vertici del rugby australiano è Alan Jones.

L’ex coach dei Wallabies e ora controverso commentatore radiofonico, ha dato il proprio “ultimatum” a Raelene Castle. Dell’uscita dell’attuale CEO di Rugby Australia potrebbe approfittarne Phil Kerns.

L’ex capitano dei Wallabies, ora commentatore per Fox Sport, è dato come il favorito alla successione di Castle, anche se lo stesso interessato smentisce.

I problemi per Rugby Australia sono decisamente molti, dalle lacustre prestazioni dei Wallabies, alle difficoltà economiche portate dal caso Folau, dalla perdita del contratto televisivo proprio con Fox Sport, agli attuali blocchi delle competizioni per via del virus COVID-19.

I 9.4 milioni di dollari di deficit riportati lo scorso lunedì sono il problema più grosso di Rugby Australia, che non sarà certo in grado di rifarsi per il resto del 2020 con entrate dai botteghini o dagli sponsor, con la stagione ferma e il tour dell’Irlanda a Giugno in fortissimo dubbio.

Inoltre si registra una frattura tra Rugby Australia e l’associazione dei giocatori, RUPA, dovuta alle incertezze sulla situazione economica della federazione e la possibilità di quest’ultima di onorare i contratti dei Wallabies.

Se il golpe ai danni di Castle, che dovrebbe rimanere in carica fino al 2021, dovesse riuscire, un uno di Fox Sport e della destra conservatrice potrebbe riportare i soldi del network televisivo a Rugby Australia e ammorbidire la posizione nei confronti di Folau, permettendone persino un clamoroso ritorno.

Il più probabile vincitore in questo caso sarebbe il miliardario Andrew “Twiggy” Forrest, vicino a Alan Jones e a Rupert Murdoch, che non solo vedrebbe i propri Western Force riabilitati, ma una probabile uscita delle quattro franchigie federali dal Super Rugby e la loro entrata nella Global Rapid Rugby da lui fondata e mai realmente partita per via del COVID – 19.

Unica magra consolazione in uno scenario simile, la cessazione delle telecronache di Phil Kearns, uno dei commentatori rugbistici più scostanti attualmente in circolazione.

Commenti

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.