Rugby Australia: lo spettacolo manca

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Due partite molto tirate non regalano spettacolo

Rebels – Force e Brumbies – Reds sono state decise una ai supplementari l’altra a tempo scaduto tenendo sulle spine i tifosi, ma non hanno impressionato per il livello di gioco.

Un 22 – 20 è certo meglio di un 50-3, ma se il livello tecnico e tattico lascia a desiderare, non è una partita da cineteca.
Si possono cercare molte scuse: le partite giocate di sera con ovali viscidi e erba bagnata, pre-stagione corta e squadre costrette lontano da casa per mesi, ma il risultato è sotto gli occhi di tutti: il Rugby Australia di Super ha ben poco.

Force – Rebels

La meta di Naisarani dopo due minuti di supplementare ha messo fine a una partita da dimenticare

In un Leichhardt Oval deserto, dove si sono visti con regolarità più spettatori per una partita di Shute Shield, i Force “ospitano” i Rebels.
Le restrizioni agli spostamenti tra gli stati australiani e la crisi sanitaria nel Victoria, hanno costretto entrambe le squadre all’esilio, così che sullo stesso campo i Rebels sono stati una settimana “padroni di casa” l’altra “ospiti”.

La partita è vissuta più che altro sugli episodi, i Rebels hanno rischiato di perdere per via della propria indisciplina, sedici falli concessi, otto nei primi venti minuti, ma si sono salvati al supplementare, il secondo della stagione.

I Force, nervosi e imprecisi, hanno perso la loro quarta partita su quattro.

Brumbies – Reds

Lo scontro tra le prime della classe è stata la classica partita a due facce. Il primo tempo è stato un assolo dei padroni di casa.

Purtroppo i Brumbies sembrano puntare su un’unica – micidiale – arma: il trenino da rimessa laterale. Un’esecuzione da manuale, che da anni continua a punire le difese avversarie, ma oltre ciò il gioco manca.

I Reds hanno avuto una reazione eccezionale nella ripresa, dopo essersi visti annullare una meta allo scadere del primo tempo per un precedente fallo, sono usciti dagli spogliatoi indemoniati.
In dieci minuti hanno segnato 17 punti per portarsi in vantaggio, grazie a un James O’Connor in forma Wallaby.

La partita è stata però decisa da un piazzato del giovanissimo MackHansen, entrato in partita nell’ultimo quarto d’ora.

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