Si prepara l’esodo dei giocatori australiani

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Stipendio ridotto ma concessioni sui contratti esteri

A seguito dell’accordo tra Rugby Australia e i giocatori sulla riduzione dello stipendio, si apre la porta per le stelle del rugby australiano per giocare nei campionati esteri, senza bisogno della “Regola Giteau”.

In media i giocatori rinunceranno a circa il 60% del proprio stipendio, per un risparmio totale di circa 15 milioni di dollari (8.8 Milioni di Euro) per la federazione, ma avranno più possibilità di giocare all’estero.

Dane Haylett-Petty, uno dei probabili “emigranti” di lusso

Quando Michael Cheika prese le redini della nazionale australiana di rugby, pretese che giocatori con più di 60 cap con i wallabies e almeno sette anni in Australia, potessero essere convocati in nazionale anche se sotto contratto con squadre straniere.

Una regola che si adattò perfettamente a Matt Giteau, da cui il nome ufficioso, mediano australiano che Cheika voleva richiamare a tutti i costi in vista della Coppa del Mondo 2015.

Matt Giteau in azione in Inghilterra ai Mondiali 2015

Ora, a seguito della trattativa tra federazione e associazione giocatori, questa regola verrà allargata, concedendo a atleti che rinunciano a più di 100 mila dollari di sottoscrivere contratti con squadre straniere.

L’esodo di giocatori potrebbe vedere Hooper, Beale, Toomua e Haylett-Petty spostarsi all’estero per un periodo di sei mesi tra il 2021 e il 2023. Ma non è da escludersi che, dovessero riprendere i campionati dell’emisfero nord a Settembre, diversi giocatori inizieranno la stagione in Inghilterra, Francia o Giappone.

L’acordo tra federazione e giocatori prevede l’utilizzo del sussidio statale “job keeper” fino a 95 mila dollari (55 mila Euro) all’anno, con il resto pagato dai club.

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