Super Rugby 2018, la preview della stagione

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Per gli appassionati della palla ovale, Emisfero Sud fa oramai rima con Super Rugby.

Tutto ha origine nel lontano 1992, prima dell’epoca SANZAR:  squadre australiane e neozelandesi decisero di darsi battaglia in una competizione a 6 squadre per aggiudicars il regno del Sud. E’ però solamente grazie all’avvento del professionismo ed alla Coppa del Mondo in Sud Africa nel 1995 che nasce ufficialmente il primo torneo del Super Rugby, formato da 12 squadre (5 kiwi, 4 sudafricane e 3 australiane) . Il primo campionato viene disputato nel 1996 e a vincerlo è Auckland.

 

I Blues vincitori del primo Super Rugby nel 1996

 

Da allora in poi, la competizione è cresciuta di anno in anno spinta dalle pay tv, dagli sponsor e dalla grande passione che il pubblico mostrava ogni settimana. Il Super Rugby ha visto la sua massima espansione nel 2016 con l’inclusione dei nipponici Sunwolves e degli argentini Jaguares, portando le squadre partecipanti addirittura a 18.

Sono però servite solo 2 stagioni per capire che la formula adottata non era ottimale: troppe partite, troppi viaggi e troppe squadre poco competitive hanno portato il SANZAR a tornare alla vecchia formula a 15 squadre, ristrutturando nuovamente i termini di accesso alla fase finale.

 

COME FUNZIONA IL SUPER RUGBY 2018?

3 conference da 5 squadre, quella neozelandese, quella australiana (con l’aggiunta dei Sunwolves) e quella sudafricana (con i Jaguares) vedranno ogni squadra scontrarsi con 12 dei restanti 14 team. Come l’anno scorso non sarà quindi un tutti contro tutti, ogni franchigia non incontrerà due squadre non appartenenti alla propria conference. Ci sarà comunque più equilibrio rispetto all’anno passato, dove ad esempio i Lions finalisti sono riusciti ad arrivare ai play off senza mai incontrare una squadra neozelandese durante la stagione regolare. Ad intrattenere maggiornamente gli spettatori sarà inoltre il maggiore numero di derby a disposizione: ogni squadra giocherà due volte contro le restanti squadre del proprio girone.

Ad accedere ai playoff saranno le prime classificate di ogni conference piu le 5 squadre che avranno accumulato più punti in classifica tra le restanti, non tenendo in considerazione la conference di appartenenza.

 

Conference Australiana

 

Dopo essere state lo zimbello della scorsa stagione, le squadre australiane sono chiamate alla riscossa. I soli Brumbies sono riusciti a qualificarsi ai playoff nel 2017 grazie alla vittoria di conference, decisamente troppo poco per un paese come l’Australia. Fa riflettere che l’ultima classificata del gruppo neozelandese, i Blues, abbia  fatto più punti in classifica rispetto alla squadra di Canberra.

Il taglio di una franchigia in vista della riduzione del numero di squadre nella competizione è stato gestito molto male dalla Federazione australiana e ha causato un bel polverone di polemiche culminate con le dimissioni del CEO Bill Pulver e soprattutto con tantissimi tifosi dell’Australia Occidentale inferociti con l’ARU. La scelta di tagliare Western Force e di “salvare” i Melbourne Rebels è sembrata più una scelta politica che basata sul merito: statistiche alla mano la squadra di Perth ha giocato meglio, vinto di più e portato più tifosi allo stadio rispetto ai Rebels. A nulla è valso il supporto economico e mediatico del magnate miliardario Andrew Forrest, “accusato” di essersi messo in gioco troppo tardi. A spuntarla sono quindi stati i Rebels che non solo si sono assicurati un futuro nel Super Rugby, ma sono ora addirittura considerati tra I favoriti per un posto ai playoff nel 2018. Se si pensa che la squadra di Melbourne l’anno scorso ha vinto solamente una partita, questa sembrerebbe una previsione azzardata, ma invece non è cosi.

Will Genia, acquisto fondamentale per i Rebels

Un vero e proprio esodo da Perth a Melborne ha caratterizzato l’inverno australiano. Il primo a muoversi è stato Dave Wessels, allenatore rispettato da tutti e che fino all’ultimo sembrava in procinto di approdare al Munster come successore di Rassie Erasmus. Quello che fa ben sperare i tifosi Rebels sono i tanti nomi di talento arrivati insieme all’allenatore dall’altra parte dell’Australia: Jermaine Ainsley, Tetera Faulkner, Ben Daley e Anaru Rangi in prima linea, Matt Philip in seconda, Richard Hardwick e Ross Haylett-Petty in terza linea, Michael Ruru in mediana e Billy Meaks ai centri. Tutti questi giocatori sono nell’orbita dei Wallabies e molti di loro possono già vantare caps internazionali, ma a mettere la ciliegina sulla torta sono sicuramente i nomi di Dane Haylett-Petty e Adam Coleman, anche loro approdati a Melbourne. I Rebels però non si sono fermati qui, riportando in Australia uno dei più rispettati mediani di mischia al mondo, Will Genia. La riconferma del miglior giocatore del Super Rugby 2017, Amanaki Mafi, è un altro tassello fondamentale per la squadra di Wessels, che puo contare inoltre su giocatori di livello internazionale come Naivalu, Koroibete, Hodge e Timani, dando alla rosa una profondità virtualmente infinita. I Rebels dovranno far ricredere molti fans e molta pressione sarà sulle loro spalle, ma la squadra ha decisamente i mezzi per fare una grande stagione.

 

I Brumbies, campioni in carica della conference australiana, non staranno di certo a guardare e proveranno a riconfermarsi. Dopo essere entrato in pianta stabile nel coaching staff dei Wallabies, Stephen Larkham non sarà piu il director of rugby della franchigia. A prenderne il posto è Dan McKellar che, dopo 3 stagioni alla guida dei Canberra Vikings in NRC (con contemporaneo incarico di defence e skills coach coi Brumbies), prende ufficialmente le redini della squadra della Capitale. Ad affiancarlo rimane la folta chioma argentata di Laurie Fisher che dall’alto della sua esperienza aiuterà il neoappuntato McKellar ad adattarsi al mestiere. A completare lo staff tecnico sono 3 ex giocatori di livello quali Peter Ryan, Peter Hewat e Dan Palmer.

Coaching staff a parte, non sono troppe le novita nella rosa giocatori. La punta di diamante del mercato e’ sicuramente Isi Naisarani, terza linea fijana tuttofare proveniente, neanche a dirlo, dai Western Force. Il giocatore è reduce da una stagione eccezionale dove le sue doti fisiche e di ball carrying lo hanno reso una delle terze linee piu devastanti del Super Rugby. A fargli compagnia da Perth sono arrivati Richie Arnold (fratello di Rory, con cui si riunirà per formare una seconda linea da far venire le vertigini), Chance Peni e James Verity-Amm, due trequarti molto versatili che potranno fare bene. Torneranno inoltre in pianta stabile due giocatori che in realtà non erano mai stati esclusi dalla rosa, ma che per un motivo o per l’altro non hanno giocato durante la scorsa stagione: Christian Lealiifano e David Pocock. Dopo aver recuperato miracolosamente dalla leucemia ed aver accumulato minuti preziosi grazie ad un contratto di 3 mesi con Ulster, l’apertura è pronta a riassumere le redini della squadra, affiancato ancora una volta da Pocock di ritorno da un anno sabbatico ed una esperienza nella Top League giapponese, il tutto previsto dal suo contratto con l’ARU.

Da tenere inoltre d’occhio sarà il giovanissimo terza linea Rob Valetini, autore di un NRC da incorniciare e additato da tutti come il prossimo numero 8 degli Wallabies. Altro acquisto da seguire e’ Lachlan McCaffrey, australiano di rientro dall’Inghilterra dove ha ben impressionato con London Welsh prima e soprattutto con Leicester poi. La struttura della squadra è rimasta quindi la stessa, con il solo Scott Fardy partente illustre. Se McKellar riuscirà ad integrare al meglio i nuovi acquisti ed i rientranti, i Brumbies sapranno sicuamente dire la loro.

Valetini, prossimo numero 8 Wallabies?

 

A Sydney sono pochi i cambi rispetto alla scorsa stagione. Nonostante le numerose critiche, il neozelandese Daryl Gibson sarà nuovamente alla guida dei Waratahs. L’unica novità nello staff tecnico viene dall’ingaggio di Simon Cron come allenatore della mischia, dopo la parentesi con la nazionale australiana Under 20 come Head Coach.

Il blocco giocatori del 2017 è stato confermato in toto, mentre dal fronte mercato sono arrivati 2 acquisti di peso come quelli di Rob Simmons e Curtis Rona. La seconda linea arriva dai Reds ed è chiamato ad una stagione importante per pensare di avere ancora chance di vestire la maglia dei Wallabies dopo un paio di stagioni in chiaroscuro. L’ala Rona invece arriva da Perth dove si è dimostrato un giocatore assolutamente valido ed in grado di meritarsi la maglia verde e oro dell’Australia per 3 volte nel 2017. Le skills sviluppate nel rugby league si sono dimostrate un valore aggiunto per il suo gioco e gli sono valse una chiamata dai Waratahs. Sembra possibile l’arrivo a Sydney di un altro nazionale Wallaby, ma il contratto di Ben McCalman è in bilico a causa delle sue condizioni fisiche: se la possente terza linea dimostrerà di essere guarito a pieno, entrerà di prepotenza nella rosa di Gibson.

Curtis Rona, pronto a brillare

Interessantissimo è l’acquisto di JP Sauni, giovane tallonatore che l’anno scorso ha giocato con gli All Blacks Under 20: per una volta è un giovane neozelandese che attraversa lo stretto in direzione Australia e non viceversa. A completare la banda di giovani interessanti sono Shambeckler Vui, Maclean Jones ed Harry Johnson-Holmes.

Il 2018 sarà un anno importantissimo sul fronte Folau: l’estremo invidiato da tutto il mondo è in scadenza di contratto a fine anno e siamo sicuri che l’ARU farà di tutto per farlo rimanere in Australia.

 

A Brisbane l’offseason e’ stata caratterizzata da novità importanti e scandali cocenti. La prima news è rappresentata dal cambio di guida tecnica della squadra: Brad Thorn, dopo aver ricoperto il ruolo di allenatore della difesa, diventa a tutti gli effetti il capo allenatore dei Reds mentre ad affiancarlo ci sara Tony McGahan, di ritorno in Queensland dopo 5 stagioni altalenanti alla guida dei Melbourne Rebels.

 

Il sergente di Ferro Thorn

Thorn è sempre stato un giocatore diretto che andava dritto al punto e come coach sembra non essere cambiato di una virgola. Appena insediatosi sulla panchina dei Reds ha comunicato a Quade Cooper che non rientra nei piani della squadra e il 70 volte Wallaby dovrà trovarsi un nuovo team (i Blues di Auckland o l’Europa?) per non dover finire a giocare nella Brisbane Competition, dato che il suo contratto con i Reds è valido per altri 2 anni. Stesso destino è toccato a Nick Frisby, altro senatore della squadra, che nel frattempo si è già accasato al Bordeaux in Francia. Gli scossoni non sono però finiti qui e ad invadere i titoli principali dei giornali è stato Karmichael Hunt, colto in possesso di cocaina per la seconda volta nel giro di 3 anni. L’ARU e i Reds ci andranno sicuramente giu pesante a livello di sanzioni e Hunt non sembra destinato a scendere nuovamente in campo sul suolo australiano.  Thorn si ritrova così alla guida di un gruppo di giovani interessanti come James Tuttle, Izaia Perese, Adam Korczyk, Hamish Stewart ed Izack Rodda, potendo comunque contare sui senatori Slipper, Kerevi, Higginbotham e Douglas. George Smith invece, eterno flanker australiano, è al momento un punto interrogativo dato l’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per svariati mesi; la sua stoicita è indiscussa e se si rimetterà a posto farà da chioccia ai talenti made in Queensland. Chiamati a fare una stagione da protagonisti per issarsi definitivamente nell’Olimpo del rugby sono Taniela Tupou e Lukhan Tui, giocatori giovani che gradualmente hanno assunto una importanza vitale nell’ecosistema Reds.

A Thorn piace lavorare con i giovani e il materiale primo sicuramente non manca: un nome da tenere d’occhio è Filipo Daugunu, finisher velenoso che in NRC ha scardinato qualsiasi difesa.

L’obiettivo stagionale è stabilizzare l’ambiente e far maturare i giocatori, il sergente di ferro Brad Thorn è senza dubbi l’uomo giusto per portare a termine questo compito.

 

A chiudere la conference australiana sono i Sunwolves, considerati dal loro ingresso nel torneo come la Cenerentola del Super Rugby. A dirigere le danze sarà Jamie Joseph, allenatore dall’ottimo pedigree che nel 2015 ha portato gli Highlanders alla conquista del titolo. L’allenatore neozelandese ha esordito dichiarando che vede i nipponici capaci di arrivare tra le migliori 5 a fine torneo: se questa è una dichiarazione azzardata lo scopriremo molto in fretta.

Sono tanti gli stranieri nominati nella rosa dei Sunwolves: i nuovi arrivi includono l’ala Van den Heever (con un passato agli Stormers), l’estremo Robbie Robinson (Highlanders e Chiefs), l’apertura Hayden Parker (Highlanders), la seconda linea Grant Hattingh (Bulls), la terza Wimpie van der Walt (Bulls) e il pilone Ruan Smith (Brumbies). Ad infoltire la pattuglia degli stranieri ci saranno i confermati Wykes, Quirk e  Britz.

Leitch, valore aggiunto per i Sunwolves

Fa il suo ritorno in Giappone Michael Leitch; dopo aver giocato svariate stagioni ai Chiefs, il capitano nipponico ha deciso di sposare il progetto della franchigia basata a Tokyo e insieme a Tanaka, Horie e Tatekawa saranno l’anima della franchigia. A fare notizia è inoltre l’approdo nel Sol Levante di Jaba Brevgadze, ruvido tallonatore georgiano che diventerà così il primo giocatore del suo paese a disputare il Super Rugby.

 

CONTINUA…

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