Super Rugby Australia in chiaroscuro

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Partita l’edizione Australiana del “Super Rugby”

Partite combattute ma non di alto livello  nella prima giornata

Le vittorie casalinghe di Reds e Brumbies hanno segnato il ritorno del rugby giocato anche in Australia, un mese dopo l’inizio dell’edizione kiwi.

Impossibile non fare il confronto con l’edizione neozelandese della competizione. Limitandoci a considerare le due partite della prima giornata del Super Rugby Aotearoa, si sono viste in Australia due mete in più (13) e  un piazzato in meno (9 su 12 contro i 10 su 10).

Il numero di falli è stato simile: 27 in Reds – Waratahs e 28 in Brumbies – Rebels  contro i 28 in Highlanders – Chiefs e 30 in Blues – Hurricanes. Segnale che le squadre si devono ancora adattare alle più severe interpretazioni delle regole da parte degli arbitri.

L’introduzione del golden point non ha spinto le squadre australiane a cercare il drop goal, come è avvenuto in Nuova Zelanda (4), con nessun drop nelle due partite, nonostante, Reds – Waratahs fosse in bilico fino agli ultimi cinque minuti, come Highlanders – Hurricanes.

Nel Super Rugby Australia sono state introdotte alcune nuove regole che hanno lo scopo di rendere le partite più spettacolari. Per ora non si sono visti molti effetti, ma si sono giocati soli 160 minuti, quindi è giusto sospendere il giudizio.

Ha lasciato però perplessi come i Melbourne Rebels non abbiano cercato i calci 22-50 o 50-22. Con un’apertura del calibro di Matt Toomua, alla centesima partita in Super Rugby, e un calciatore di grande talento come Reece Hodge, ci aspettavamo di vedere più tentativi di sfruttare questa nuova regola.

L’introduzione del drop dalla linea di fondo al posto della mischia ai 5 metri sul tenuto in area di meta, ha costretto le squadre a aprire di più il gioco invece di cercare la percussione a ogni costo, anche in questo caso, l’impressione è che le squadre debbano tornare alla lavagna per perfezionare la loro tattica.

I segnali positivi vengono dalla continua crescita dei giovani, un fattore molto importante visto come il futuro del Super Rugby e dell’union in Australia vedrà molto probabilmente un esodo quasi totale dei giocatori più affermati verso i campionati europei o giapponese.

I giovanissimi Noah Lolesio e Mackenzie Hansen non hanno assolutamente sfigurato di fronte ai ben più affermati Matt Toomua e Dane Haylett-Petty in Brumbies – Rebels, così come Will Harrison ha giocato allo stesso livello dell’opposta apertura James O’Connor in Reds – Waratahs.

Lolesio in azione

Un numero limitato di spettatori, tutti rigorosamente seduti a distanza di almeno un metro e mezzo, se non appartenenti allo stesso nucleo familiare, sono stati ammessi negli stadi. Primi passi verso la normalità post-COVID.

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