Super Rugby: quale futuro?

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Super Rugby Australia

Il Super Rugby è a un crocevia

Divers scenari possibili per il formato della competizione professionistica

Si susseguono le riunioni dei membri della SANZAAR e le indiscrezioni in vista del ridimensionamento del formato del campionato.

Partiamo da alcuni punti fermi:

  • Il formato attuale è un aborto insostenibile
  • Le 5 squadre neozelandesi non si toccano
  • Ai nuovi arrivati non si vuole dare il benservito
  • Una competizione di basso livello non fa bene a nessuno

Da ciò risulta che Australia e Sud Africa siano sotto pressione per ridurre il numero di squadre, con buona pace del fatto che l’attuale formato sia stato forzato dall’ostinatezza bokke di aggiungere una sesta formazione per accontentare i propri interessi politici.

Inoltre nell’era delle cinque squadre australiane, una situazione da molti additata come insostenibile per l’eccessiva distribuzione del talento, Tahs e Reds hanno vinto il campionato.

Lo scenario più probabile che si profila all’orizzonte vede il ritorno a quindici, con tre gironi, uno tutto neozelandese, uno con quattro australiane e i Sunwolves e uno con quattro sudafricane e i Jaguares.

Nella lotta politico-rugbystica in seno all’ARU, rimangono intoccabili Waratahs e Reds, ma le altre tre squadre sono in pericolo di dire addio al Super Rugby.

La squadra australiana a farne le spese sembrano, paradossalmente, essere i Brumbies. La compagine più vincente del rugby verdeoro non è in una buona posizione finanziaria e soffre il fatto di avere la propria sede a Canberra, la capitale federale abitata da burocrati e da politici e non in grado di attirare grande pubblico e sponsor.

Se ciò avvenisse, rimarrebbero in vita i Western Force, la squadra meno vincente del torneo, e i Melbourne Rebels che, data la vicinanza con Canberra godrebbero anche di una specie di fusione.

Decisamente questo scenario, profondamente ingiusto verso i Brumbies, vedrebbe Melbourne vincere a mani basse e potrebbe dare il la a quello che sembra il gran piano del rugby del New South Wales, mantenere in vita i Western Force perdenti per poi spostarli in un paio di anni a un altro West, quello di Sydney.

La riduzione del numero di squadre australiane da cinque a quattro avrebbe però il non voluto effetto di ridurre il numero di giocatori sotto contratto con l’ARU e quindi il bacino dei probabili wallabies, secondo le attuali regole. A approfittare sarebbero i club europei che si troverebbero nella favorevole posizione di offrire contratti a giocatori australiani di seconda fascia che non abbiano spazio nelle quattro formazioni di Super Rugby.

Un nodo che comunque il riassetto del Super Rugby pare non affronterà è quello delle lunghissime trasferte e delle partite giocate a orari impossibili. Jaguares e Sunwolves, i primi per meriti rugbystici, i secondi per gioco economico, non sono a rischio con buona pace del jet lag.

Bisogna aspettare ancora poco per sapere le decisioni della SANZAAR e per poter trarne le dovute conseguenze senza dover ricorrere costantemente al condizionale.


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