Sutton lascia il ciclismo britannico

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L’allenatore australiano Shane Sutton si è dimesso dal proprio ruolo nel British Cycling team per accuse di molestie sessuali

Tra accuse di discriminazione e di bullismo, l’esperto allenatore australiano Shane Sutton si è dimesso dal suo proprio ruolo con la federazione britannica di ciclismo ad appena tre mesi dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro.

Sutton, fa parte dei ranghi di British Cycling dal 2002, ed è direttore tecnico nel 2014 dopo essere stato a capo del settore sviluppo .
E ‘stato lodato per aver aiutato la formazione di una squadra che ha vinto otto medaglie d’oro alle Olimpiadi di Pechino nel 2008 e altrettante a Londra 2012, ed è stato nominato l’allenatore del anno nelle Coaching Awards nel Regno Unito nel 2008 prima di essere onorato con il titolo di cavaliere (Order of the British Empire) nel 2010.

La Gran Bretagna, che ha vinto cinque medaglie ai campionati del mondo su pista a Londra all’inizio di quest’anno, è ancora una volta una delle favorite per Rio nel mese di Agosto.

Shane Sutton

Le dimissioni di Sutton sono avvenute quando le accuse di molestie sessuali mossagli dalla ciclista Jess Varnish e dal para-ciclista Darren Kenny sono diventate  un problema troppo grande per essere ignorato.
Varnish ha affermato che Sutton le disse che aveva “un culo grasso” e di “fare un figlio” dopo che non si è riuscita a qualificare per le Olimpiadi di quest’anno, mentre Kenny ha detto l’allenatore ha definito i membri del team di para-ciclismo come “storpi“.

Il ciclista malese Josiah Ng ha versato ulteriore benzina sul fuoco sostenendo che Sutton lo avrebbe chiamato “boatie” (da boat people), anche se l’ex-ciclista medaglia d’oro ai Giochi del Commonwealth crede che il termine sia stato utilizzato in maniera scherzosa e non razzista: “non è mai stato in un contesto negativo, ma non sono convinto Sutton fosse consapevole si trattasse di un dispregiativo”, ha detto Ng. “Si è sempre detto per scherzo. Mon credo che sia per razzismo, ma solo per un po’ di arretratezza.”

Sutton nega queste accuse e, a 100 giorni dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro, dice che si è dimesso per evitare una tempesta di polemiche che avrebbe potenzialmente disturbato la corsa all’oro da parte della Gran Bretagna.
“È assolutamente fondamentale che, ora che i nostri atleti iniziano i preparativi finali per Rio, siano in grado di farlo senza distrazioni”, ha detto in una dichiarazione di Mercoledì. “Gli sviluppi degli ultimi giorni sono chiaramente diventati una distrazione, ed è per questa ragione, e dopo aver parlato con amici e parenti, che credo che sia nel migliore interesse di British Cycling per me di dimettermi dalla mia carica di direttore tecnico.”

Nonostante l’uscita di scena sia avvenuta in maniera discutibile e, se confermata, deprecabile, il contributo di Sutton è stato riconosciuto dal direttore esecutivo di British Cycling Ian Drake.


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