Un altro drop goal punisce gli Wallabies

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Rugby Union Stephen Moore Webb Ellis Cup

Grandissima prestazione degli All Blacks contro gli Wallabies in finale

Un drop goal di Dan Carter a dieci minuti dalla fine frena il tentativo di rimonta degli Wallabies e consegna la terza coppa del mondo agli All Blacks, la seconda consecutiva

Nessuna squadra aveva mai vinto due coppe del mondo di fila, ed è giusto che tale titolo vada alla squadra che ha dominato l’ultimo decennio di palla ovale mondiale.

Il Principe Harry consegna la Webb Ellis Cup a Richie McCaw

L’Australia non ha nulla da recriminare, come ha detto il capitano Stephen Moore (nell’immagine di copertina di Toby Melville/Reuters) al termine della gara: “non ci sono scuse, ha vinto la squadra migliore”, e le uscite dal campo prematura di Kane Douglas e Matt Giteau non hanno comunque influito in una partita dove la Nuova Zelanda ha giocato benissimo.

Rimane l’amaro in bocca per una rimonta quasi riuscita contro una squadra al limite della perfezione, a dieci minuti dal termine infatti gli Wallabies avevano ridotto il vantaggio degli All Blacks da 21-3 a 21-17 con due mete in superiorità numerica e, dopo aver subito a lungo il dominio kiwi, avevano tutta l’inerzia della partita dalla propria parte. Ma i grandi campioni si vedono nel momento giusto e Dan Carter, da fuoriclasse quale è, ha dato la zampata decisiva al morale degli australiani con un drop gol perfetto.

Dan Carter calcia il drop decisivo

Se a quel punto l’Australia aveva ancora una flebile speranza di pareggiare l’incontro e andare ai supplementari, ancora una volta Danielino gliel’ha tolta andando a centrare un piazzato da quasi centrocampo, piazzato che Richie McCaw sembrava aver chiesto di calciare più per togliere minuti preziosi agli avversari che nella convinzioni di allungare il vantaggio a 10 punti. La meta di Barrett a tempo scaduto è stata la ciliegina sulla torta.

Adam Ashley-Cooper non può guardare mentre Barrett festeggia la meta finale

Al termine della partita McCaw ha rifiutato di rendere pubbliche le sue intenzioni sul probabile ritiro, ma è certo che si è trattata dell’ultima partita in maglia nera di Kevin Mealamu, e, a meno di cambi di regole, di: Dan Carter, Conrad Smith, Ma’a Nonu, Jeremy Thrush, Ben Franks e Charles Piutau, tutti destinati a giocare all’estero.

Smith, Carter e Nonu, un addio con stile

Per l’Australia e Michael Cheika il bilancio di questa  coppa del mondo è nettamente positivo, nonostante la sconfitta in finale. Se si considera a quale punto si trovasse il rugby australiano dopo l’era Robbie Deans e il breve interregno di Ewen McKenzie, il progresso è palese. Se ciò basterà per mettere in futuro in dubbio la posizione dei numero uno al mondo, è ancora da destinarsi, per ora la partita di Twickenham ci ha lasicato una sola certezza, il regno dei neozelandesi è indiscusso.

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