Wallabies puniti più del dovuto

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A Twickenham i Wallabies perdono ancora

Sconfitta molto meno netta di quanto dica il risultato per i Wallabies che hanno dominato a lungo nella ripresa

Sotto una pioggia battente che ha reso l’ovale difficile da controllare, molti errori da entrambe le parti, ma nei momenti decisivi l’Inghilterra ha mostrato l’usuale cinismo.

Michael Cheika era visibilmente furioso con le decisioni che hanno visto l’Australia perdere l’ennesima partita contro l’Inghilterra.
Due mete dei wallabies sono state annullate dopo la moviola, una di Hooper perché partito in fuori gioco e una a Koroibete per ostruzione di Moore.

Hooper schiaccia in meta, ma O’Keefee annullerà per un suo fuori gioco

In entrambe le occasioni le scelte degli arbitri, sono apparse giuste: nel primo caso, anche se ha tentato di fermarsi, il capitano era chiaramente davanti al momento del calcio e ha potuto approfittare della propria posizione per andare a segnare. Nel secondo caso, forse meno netto, Moore ha impedito ai difensori di fermare Koroibete ma oggettivamente a sua scusante non poteva sparire dal campo.

Ha fatto più discutere la decisione di convalidare la prima meta inglese, segnata dopo che l’Australia era riuscita a resistere senza subire punti in 13 contro 15.
I diversi replay hanno evidenziato che l’ovale ha toccato, seppur di un soffio, la linea bianca. Ai limiti, ma il regolamento è chiaro su questo punto.

Che i Wallabies meritassero di subire questa meta per la leggerezza con cui Kurtley Beale non ha rincorso il pallone, è un altro discorso.

La partita di Beale non è stata memorabile, oltre a questa clamorosa leggerezza, prima dell’intervallo, l’arbitro aveva gli mostrato un cartellino giallo per aver intenzionalmente smanacciato un passaggio tra i tre quarti inglesi.

Ben O’Keefee ammonisce Kurtley Beale nei minuti finali del primo tempo

Errore ben più grave perché in quel momento l’Australia si trovava già in inferiorità numerica per l’ammonizione al capitano Michael Hooper, reo di un fallo di mestiere sotto i propri pali.

Il 30 -6 finale è maturato negli ultimi minuti, a meno di dieci minuti dal termine, l’Australia era sotto di soli sette punti e, non fosse stata fischiata l’ostruzione a Moore, avrebbe pareggiato.
Da lì l’Inghilterra, apparsa frastornata per tutta la ripresa, ha segnato tre mete in rapida successione.

Grande delusione per i Wallabies al termine della gara

Da questa partita l’Australia deve però estrarre quanto di positivo visto in campo e dimenticare subito le sterili polemiche.

  1. La mischia ha dato del filo da torcere all’Inghilterra. Da anni non si vedeva la mischia ordinata dei Wallabies rendere così bene. Peccato perderà Taf Polota-Nau.
  2. Michael Hooper è stato una spina nel fianco dell’Inghilterra per tutta la partita. L’aver giocato ai limiti del regolamento è un marchio di fabbrica dei grandi numeri 7.
  3. Reece Hodge, a parte un errore clamoroso quando ha pesato troppo un calcio, è sempre più a suo agio in verdeoro.
  4. Marika Koroibete è diventato nel giro di un solo anno in rugby union uno dei giocatori più forti nel proprio ruolo.
  5. Il ritorno di Folau metterà ordine nel reparto arretrato.
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