West Coast Eagles festeggia il titolo dopo 12 anni

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Tutto è possibile, questo è il messaggio che ha lanciato West Coast a tutto il mondo del footy.

Una Grand Final epica, qualcosa che non si vedeva dal lontano 2012. Decisa a 2 minuti scarsi dalla fine da una prodezza di Dom Sheed, ma nell’arco degli 80 minuti è successo di tutto.

Noi facciamo un passo indietro, durante la settimana c’è stata la premiazione della Brownlow Medal (vinta da Tom Mitchell), in cui è stato designato, anche, l’allenatore dell’anno ovvero Nathan Buckley, quello che hanno fatto quest’anno i Magpies è incredibile e dopo diversi anni Buckley è stato riconosciuto come uno dei migliori allenatori della Lega.

I bookmakers, ma anche le varie tv, hanno bombardato dicendo che Collingwood partiva favorita sia per la questione campo, sia perchè negli ultimi due anni a vincere sono sempre state le squadre sorpresa delle Finals.

Dopo tanto parlare il bounce è avvenuto con i Magpies che hanno giocato un primo quarto di rara bellezza, fatto di difesa, contropiede e cinismo in attacco, tutto così bello tanto da andare avanti 31-2. Sul finire del primo quarto arrivano i primi scricchiolii per i bianco-neri, con West Coast che segna due goal in fila firmati Rioli (abbastanza fortunoso) e Kennedy.

Nel secondo quarto la partita cambia, si continua a segnare poco, ma West Coast limita il gioco in transizione degli avversari che dal canto loro dimostrano di essere affaticati e poco lucidi nella costruzione del gioco. Il secondo quarto è una guerra in mezzo al campo, un gioco duro che alla fine non vede prevalere nessuno. Dopo 40 minuti il punteggio recita 39-27.

Al rientro dalla pausa lunga West Coast parte forte trovando il goal immediato con Kennedy, ma Collingwood risponde subito con Cox. La partita si sblocca, le difese adesso faticano a contenere gli attacchi avversari, soprattutto Collingwood soffre maledettamente la fisicità avversaria. A fine 3Q il risultato dice 55-55, qualcosa d’inimmaginabile considerando il parziale d’inizio partita di 31-2.

L’ultimo quarto crea un pathos incredibile, in 20 minuti si decide chi porterà a casa la vittoria. I Magpies partono a razzo Mihocek e De Goey provano a dare lo strappo decisivo, ma la squadra di Perth non molla e rimane in scia fino alla fine, con Mason Cox che si divora il set shot che poteva decidere il match in favore dei bianconeri, ma invece la giocata decisiva arriva a 2 minuti dalla fine. Collingwood prova ad attaccare calciando la palla nei 50m offensivi, McGovern prende un mark pazzesco, da qui parte il contropiede che decide la partita. McGovern calcia lungo per Vardy, il ruckman calcia lungo verso Rioli che prende un mark incredibile in mezzo a due, lo stesso Rioli calcia nei 50m offensivi trovando largo sulla destra Sheed. Sheed al primo tentativo verso i pali, da posizione defilata, non trema e trova il goal decisivo.

Le emozioni non finiscono qui perchè poco dopo Darling fallisce il colpo del KO, non prendendo un mark in posizione comodissima per segnare, ma alla fine l’errore non paga ed il titolo va a Perth.

A fine partita Luke Shuey è stato premiato con la Norm Smith Medal, match chiuso con 34 disposals, 9 clearances, 8 tackles e 1 goal.

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